Già negli ultimi decenni del 1800 lo Stato Maggiore del Regio Esercito aveva fatto presente la necessità di una fortificazione che permettesse di proteggere adeguatamente il confine con la Svizzera, ma sia per l’incertezza politica, che per la travagliata economia dell’Italia dell’epoca, nessuno dei progetti presentati venne mai avviato.
All’avvicinarsi della Prima Guerra Mondiale la minaccia su questa zona divenne sempre più reale e probabile visto che la neutrale Svizzera non sarebbe stata un ostacolo se l’armata austro-tedesca avesse avuto l’intenzione di aprire questo fronte con l’Italia settentrionale.
Nel 1911 vennero iniziati, sotto la direzione del Genio Militare di Milano, dei lavori di rafforzamento della zona che vennero proseguiti ampliando le fortificazioni fino al 1916. Con lo scoppio della Prima Guerra Mondiale i timori erano così reali che l’allora capo di Stato Maggiore dell’Esercito, il generale Luigi Cadorna in poco più di un anno completò la linea difensiva precedentemente precostituita.
La fortificazione venne realizzata sulle alture, arretrata rispetto alla linea reale del confine con la Svizzera, così da assecondare l’orografia del terreno in modo che la costruzione potesse essere rapida e la difesa potesse avvenire impegnando un numero ridotto di soldati già duramente impegnati su altri fronti.
Furono così realizzati, con uno sforzo enorme sia finanziario (oggi costerebbe circa 150 milioni di euro) che umano:
- circa 25.000 mq di bunker, gallerie, fortini, depositi di munizioni ecc...
- circa 70 Km di trincee
- 88 appostamenti per l’artiglieria fra cui molti in caverne
- circa 300 Km di strade militari e 400 Km di mulattiere
Alla costruzione presero parte oltre 20.000 muratori, scalpellini, portatori ecc... molti di loro abitanti locali e fra questi operai anche parecchie donne che trasportavano materiali e rifornimenti.
La temuta apertura di questo fronte tuttavia non avvenne mai e le 9 divisioni che presidiarono la “Linea Cadorna” vennero progressivamente inviate verso il Piave.
Alla fine della Prima Guerra Mondiale queste fortificazioni vennero quasi dimenticate, abbandonate nel tempo e conquistate con gli anni dalla natura.
La “Linea Cadorna” oggi
Per noi che oggi abitiamo e passeggiamo in questi luoghi la presenza dei resti della “Linea Cadorna” che si fa largo qua e là nei boschi è una sorpresa, spesso nei belvedere in cui il panorama è davvero splendido appena qualche metro più in su o in giù troviamo un pezzo di storia che riaffiora e che ci fa ricordare che lo stesso panorama è stato visto in passato dai nostri nonni e bisnonni diversamente da noi.Guardando con uno sguardo meno superficiale di questi pezzi di storia ne riaffiorano davvero tanti e sempre diversi e curiosi, ci riportano ad un passato che non è poi così lontano o perso nel tempo.
Rimangono affascinati da questi luoghi non solo gli appassionati o gli studiosi, ma soprattutto i giovani che sentendosi raccontare la storia, quella vera, passeggiando per incantevoli boschi si ritrovano con l’immaginazione “sul fronte” proprio dietro l’angolo di casa.
Oggi tramite l’informatizzazione globale cerchiamo di scoprire ogni angolo più remoto della terra, e questa ricerca riporta sempre più persone ad accorgersi che anche dietro l’angolo di casa esiste un museo poco virtuale e molto concreto.
Proprio per questi svariati motivi oggi la “Linea Cadorna” sta tornando ad essere apprezzata sempre da un maggiore numero di persone e, con la concretezza e la testardaggine tipica dei lombardi, oggi può anche capitare che ci si imbatta per i boschi della Lombardia in un percorso segnalato che è qualcosa di più di una semplice passeggiata.
Ad esempio nella zona della Comunità Montana della Valganna e Valmarchirolo, posta nell’alto Varesotto, con un solido appoggio della Provincia di Varese, della Regione Lombardia e con l’impegno della Comunità Montana stessa, stanno nascendo i primi itinerari che ripercorrono la linea difensiva di casa nostra.
M.G.
Infopoint di Marzio
Centro Visitatori "Linea Cadorna"
La Linea Cadorna e il suo Territorio
Per
garantire la conservazione della memoria è stato realizzato il centro
visitatori della “Linea Cadorna” a Marzio, un nuovo punto informativo,
questo Centro Visitatori fa parte integrante del progetto INTERREG III
A denominato VALORIZZAZIONE TURISTICO-DIDATTICA DELLA LINEA CADORNA E
DELLE FORTIFICAZIONI AD ESSA OPPOSTE IN SVIZZERA
(http://www.provincia.va.it/lineacadornavarese) coordinato dalla
Provincia di Varese e con la collaborazione della Comunità Montana
della Valganna e Valmarchirolo, Comunità Montana della Valcuvia,
Comunità Montana della Valceresio, Comunità Montana Valli del
Luinese, Camera di Commercio di Varese e del Comune di Lodrino.La realizzazione del Centro Visitatori della Linea Cadorna a Marzio ha impegnato congiuntamente il Comune di Marzio e la Comunità Montana della Valganna e Valmarchirolo tramite la coordinatrice del progetto Annarita Barnabò, che ha costantemente seguito lo svilupparsi del progetto in contatto con la Provincia di Varese e che si è inoltre avvalsa della fattiva collaborazione della Pro Loco di Marzio e di numerosi volontari oltre che della preziosa consulenza scientifica del Museo della Guerra Bianca in Adamello (www.museoguerrabianca.it) che dal 1974 si dedica alla conservazione ed alla valorizzazione del patrimonio storico-militare, con particolare riferimento alla Prima Guerra Mondiale e che ha fornito le proprie competenze storiche e tecnico-scientifiche per la realizzazione del Centro Visitatori “La Linea Cadorna” di Marzio, un nuovo strumento oggi disponibile al pubblico per garantire la conservazione della memoria e favorire la conoscenza del territorio.
Il Centro Visitatori di Marzio attraverso 27 pannelli didattici con testi, mappe e fotografie attuali e d’epoca ed un’interessante esposizione di materiali storico-militari della Grande Guerra offre un percorso educativo stimolante per accostarsi con consapevolezza ad un patrimonio importante quale risorsa per promuovere sul territorio un turismo culturale di qualità.
Fra i numerosi pannelli didattici che presentano la Linea Cadorna nel nord della Provincia di Varese, sono stati inseriti numerosi riferimenti storici, geografici e geologici per meglio capire le motivazioni per cui questa terra di confine e collegamento ha destato tanto interesse strategico difensivo.
Si potrà quindi capire come la gente che ha abitato questi luoghi sia stata attivamente coinvolta nella costruzione del sistema difensivo e con quali mezzi sia effettivamente stato realizzato, per poi addentrarsi nei boschi alla riscoperta di trincee e camminamenti.
Questo nuovo luogo ricco di infomazioni è una opportunità in più, per gli escursionisti e per i giovani delle nostre scuole, di accostarsi in modo diverso a questa importante testimonianza del passato così grandemente presente sul nostro territorio ma anche per questo difficile da difendere e preservare.
M.G.
Itinerari
Fra gli itinerari che circondano marzio si propone l'itinerario creato con la Provincia di Varese che partendo dal Infopoint di Marzio ripercorre le principali fortificazioni.LINK: Per maggiori informazioni visita il sito dedicato alla "Linea Cadorna" della Provincia di Varese

| Itinerario 4 | Marzio - Forcorella - Monte Piambello
- Bocchetta dei Frati - Marzio. Percorso alternativo di Monte Marzio: da Villa Bolchini prendere il percorso dei 4 Belvederi con trincee, postazioni di mitragliatrici, bunker. Arrivo alla Forcorella: 3,5 km. Tempo di percorrenza: 2 ore. Il percorso si sviluppa prevalentemente nel territorio della Comunità Montana della Valganna-Valmarchirolo, e solo in parte in quello della Comunità Montana della Valceresio. |
| Partenza: | Infopoint di Marzio sotto la Piazza Berini. |
| Tappe intermedie: | Villa Bolchini (Osservatorio di tiro e trincee), Cascina Bozzolo, Costebelle, Forcorella di Marzio, Sass di Böll, Monte Piambello, Bocchetta dei Frati. |
| Arrivo: | Infopoint di Marzio. |
| Distanza: | Marzio - Forcorella: 4 km. Forcorella - Monte Piambello - Marzio: 7 km. |
| Dislivello: | in salita 450 m. |
| Quota massima: | 1125 m s.l.m. (vetta del Monte Piambello). |
| Tempo di percorrenza: | Marzio - Forcorella: 2 ore. Forcorella - Monte Piambello - Marzio: 4 ore. A questi tempi bisogna aggiungere i tempi delle visite delle fortificazioni, variabile in base alla propria curiosità dei visitatori. |
| Segnavia: | giallo rosso (Linea Cadorna). |
| Periodo consigliato: | la primavera è sicuramente il periodo più adatto, la vegetazione non si è fatta ancora invadente; in autunno se da una parte la caduta delle foglie facilita l’individuazione dei manufatti all’interno dei boschi dall’altra si possono trovare fastidiosi accumuli di fogliame all’interno dei camminamenti che possono mascherare insidiosi buchi. In inverno le giornate corte e il pericolo del ghiaccio sui sentieri consigliano di prestare particolare attenzione a queste escursioni; per quanto riguarda l’estate la vegetazione rigogliosa può ostacolare la visita ad alcuni manufatti. |
| Equipaggiamento: | pedule leggere e torcia elettrica. |
| Principali manufatti: | osservatori (Marzio, M. Piambello e M. Derta), trincee, camminamenti, postazioni di mitragliatrici, piazzole per obici da calibro 210, batteria in caverna, casermette in pietra e cemento, batterie in barbetta, fortificazioni in località “Rocce Rosse”. |





